I cocktail più bevuti al mondo, una classifica estremamente seria

Sono tante le ragioni per bere un cocktail: sciogliere il ghiaccio, riscaldarsi, distrarsi e festeggiare un avvenimento importante. Sono altrettante le ragioni che portano a fare affari nel settore beverage, che in tutto il mondo sviluppa un giro d’affari di svariati miliardi di dollari. Tra i più grandi produttori di alcolici, una classifica ferma al 2013 incoronava al primo posto il gruppo belga Anheuser Busch InBev, che ha in portafoglio brand come Corona, Leffe, Beck’s e Stella Artois e un fatturato che supera i 43 miliardi di dollari. Seconda risultava Heineken con oltre 28 miliardi di dollari. Terza Diageo, multinazionale proprietaria del brand Guinness con oltre 25 miliardi di dollari. Più in dietro in classifica, con 2 miliardi di dollari di fatturato, si trovava anche l’azienda italiana di Davide Campari. In questi ultimi anni il mercato è rimasto assai vivace, tra fusioni, acquisizioni e nuove partnership.

L’Europa dell’Est è uno dei mercati più importanti

Il consumo di alcolici dipende anche da fattori culturali, antropologici e climatici. Questo lo si evince ad esempio da una rilevazione della World Healt Organization sul consumo pro capite di alcolici per nazione. Nella classifica mondiale risulta quinta l’Austria, quarta la Croazia, terza la Repubblica Ceca, seconda la Lituania e prima la Bielorussia. È possibile individuare fattori che accomunano questi paesi, tutti situati nella zona est del Vecchio Continente e caratterizzati da livelli di benessere migliori di quelli che si possono registrare in Romania o Bulgaria. Ciò a testimoniare che se il freddo incide sul consumo di alcolici, anche il livello di reddito gioca un ruolo importante, così come fattori appartenenti al folklore, i festeggiamenti e le usanze del luogo.

I cinque cocktail più venduti del 2017

Nella classifica dei cocktail più venduti nel 2017 entrano invece ben altre considerazioni. I trend che influenzano il successo di un cocktail sono pressappoco infiniti. Contano le mode, gli ingredienti che trovano il favore di un target di consumatori, le tendenze che esplodono nel giro di una stagione, le abili operazioni di marketing da parte di aziende non per forza appartenenti al settore del beverage alcolici. La classifica stilata da Drink International, tuttavia, mostra anche la capacità che hanno i cocktail più tradizionali e conosciuti di mantenere saldo il favore del pubblico. Al quinto posto figura ad esempio il classico Daiquiri, che è anche il primo cocktail, come diffusione globale, tra quelli preparati con il rum. Quarto posto per il Martini Cocktail, preparato con il gin e l’immancabile oliva bianca. Terzo posto per il Whiskey Sour e secondo posto per l’italiano Negroni. Al primo posto figura tutta l’eleganza nostalgica dell’Old Fashioned, preparato con bourbon, angostura bitter, zucchero e soda.

 

Sedie ergonomiche a Palermo, alla scoperta del design scandinavo

Chiunque voglia arredare casa a Palermo sa di non poter contare sul principale operatore svedese nel campo del mobile componibile, presente invece a Catania. Se ad attrarre è quel design scandinavo fatto di linee delicate, inclinazioni leggere, volumi puri e dialogo con l’ambiente, al quale si guarda per la texture dei materiali e l’impatto cromatico complessivo, allora vale la pena visitare uno degli showroom Ergomodo. È bene tenere a mente, però, che da Ergomodo si predilige un’offerta di qualità, piuttosto che mass market. Un occhio è certamente rivolto al prezzo, perché ogni famiglia ha un budget con cui dovere fare i conti, mentre l’altro è libero di guardare verso l’ergonomia, il design, i nuovi materiali e i modi alternativi di vivere il mobile.

Partendo da un oggetto di arredo che ha contribuito a creare il mito del design scandinavo, la sedia “a panchina cinese” progettata dal danese Hans J. Wegner, da Ergomodo la storia del nordic design continua con le sedie ergonomiche Varier. Un’azienda norvegese nota ormai dal Giappone agli Usa, la cui ascesa è iniziata soprattutto dal 1979, quando il designer Peter Opvisik presentò la sedia ergonomica Varier Balance. Ancora oggi questa è una delle sedie ergonomiche Varier più apprezzate, sia per l’aspetto originale da pezzo unico di design, sia per l’active setting, il movimento costante ricercato dalla sua struttura anche quando ci si è seduti. Una soluzione, l’active setting, che migliora la circolazione sanguigna, favorisce l’ossigenazione dei tessuti, avvantaggia la respirazione e ha ricadute positive sulla salute fisica e mentale delle persone.

Ergomodo porta in Sicilia le sedie ergonomiche e per ufficio

Bellezza e benessere caratterizzano tutte le sedie ergonomiche Varier: Actulum è una moderna rivisitazione della classica sedia a dondolo; Gravity fa suoi materiali resistenti per una sfida alla cinetica e alla gravità, Move è un elemento di seduta che definire sgabello è riduttivo. Tutte queste creazioni arrecano indubbi vantaggi di postura, arredando con gusto soprattutto l’ambiente domestico. Se invece le sedie ergonomiche a Palermo servono in ufficio, il luogo dove visionarle, testarle e sceglierle resta Ergomodo, ma il brand a cui fare riferimento diventa Hag.

Anche Hag è una nobile firma norvegese nel campo dell’arredamento, ma l’offerta di sedie ergonomiche Varier a Palermo è concentrata su prodotti certificati per la sicurezza e la salute del lavoratore. Le sedie Hag per uffici e sale riunioni non rinunciano al design scandinavo, dinamico e accogliente, ma la loro funzione è strettamente connessa alla bellezza delle forme, con l’obiettivo di bandire la posa statica e diminuire la stanchezza e gli errati carichi posturali. Tutto ciò aumenta il benessere psicofisico del lavoratore, stimolandolo sul fronte dell’impegno e della performance e aumentandone la collaborazione e partecipazione.